ALLA SCOPERTA DI…

PROGRAMMAZIONE a.s.2020-2021 TIGROTTI AZZURRI E VIOLA

Tenendo conto dei mesi passati in cui i bambini non hanno potuto socializzare, la nostra programmazione di questo anno avrà come punto centrale la SCOPERTA DEL PIACERE DI INCONTRARSI E RELAZIONARSI con gli altri (bambini e adulti). Per questo aiuteremo i bambini a passare dal gioco singolo proprio della loro età, al gioco di piccolo gruppo.

In questo percorso andremo anche alla scoperta delle nostre emozioni, ALLA SCOPERTA del nuovo ambiente scolastico e ALLA SCOPERTA dell’ambiente naturale che ci circonda.

Terremo conto dei bisogni e delle esigenze dei bambini delle due sezioni partendo anche dagli stimoli portati da loro e approfittando del fatto che quest’anno non si potranno fare attività di intersezione. Per questo motivo le attività potranno seguire percorsi diversi e con tempi differenti.

Febbraio 2021

E’ arrivato febbraio mese di grandi scoperte e di feste divertenti. questo mese abbiamo continuato a scoprire l’inverno. con le nostre maestre abbiamo anche scoperto una nuova stanza del nostro asilo, la “stanza magica” e li ci siamo divertiti un sacco. E’ stato bello durante la festa di carnevale poterci travestire e trasformare nei nostri personaggi preferiti. In motoria poi abbiamo giocato con le parti del nostro corpo e ora conosceremo le parti del nostro viso. inoltre i tigrotti viola hanno iniziato a conoscere il mondo delle emozioni attraverso il libro “che rabbia”.

ora, come sempre ecco alcune foto.

iniziamo con la scoperta della “stanza magica” trasformata in un mondo invernale, dove tutto era bianco come la neve.

i tigrotti azzurri giocano con il ghiaccio colorato e lasciano le loro impronte sulla neve

in motoria facciamo dei percorsi sensoriali e scopriamo le parti del nostro corpo e il nostro viso.

dopo aver letto il libro “che rabbia” lanciamo il colore rosso

Ci prepariamo al carnevale entrando ancora una volta nella stanza magica che si è trasformata ed ora è piena di coriandoli

Ed ecco la tanto attesa festa di carnevale

ora che al mattino inizia a fare meno freddo possiamo uscire un pò a giocare in cortile.

QUESTO MESE ABBIAMO FESTEGGIATO I TIGROTTI VIOLA: CLOE, AURORA, BRYAN

QUESTO MESE ABBIAMO FESTEGGIATO I TIGROTTI AZZURRI GIOVANNI, VANESSA, MIA

Gennaio 2021

Buon anno nuovo a tutti.

Con l’anno nuovo siamo tornati più carichi che mai! abbiamo ancora più voglia di scoprire cose nuove e divertirci con i nostri compagni e le nostre maestre.

Il mese di gennaio abbiamo fatto tantissime attività e giochi, prima di tutto abbiamo scoperto l’inverno. ci siamo accorti che per giocare con L’inverno si possono usare tantissimi materiali. ora come sempre vi lasciamo alcune foto.

per prima cosa siamo usciti ad osservare come l’inverno ha cambiato il nostro giardino. ci siamo divertiti un mondo!

dopo essere usciti in giardino abbiamo iniziato a scoprire come si può giocare con diversi materiali: la farina bianca, la tempre bianca, la schiuma da barba. E’ stato bello giocare insieme ai nostri amici.

Ci siamo divertiti a fare percorsi sull’inverno e abbiamo conosciuto anche alcuni animali di questa stagione

Coloriamo i pinguini per addobbare le nostre classi

QUESTO MESE ABBIAMO FESTEGGIATO I TIGROTTI VIOLA: ILARIA, GIOELE E MATTIA

QUESTO MESE ABBIAMO FESTEGGIATO I TIGROTTI AZZURRI GIORGIA E DILETTA

Dicembre 2020

Il mese di dicembre ci ha preparato ancora di più alla magia del Natale. per noi bambini è un periodo di stupore, meraviglia e gioia. durante questo mese, abbiamo conosciuto altri personaggi che ci hanno portato a scoprire la gioia della nascita di Gesù.

Attraverso queste storie che ci hanno raccontato le nostre maestre ci siamo divertiti a preparare una sorpresa per mamma e papà.

TERZA SETTIMANA DI AVVENTO: IL BUE E L’ASINELLO

Forse non lo sapete ma il bue e l’asinello all’inizio non andavano per niente d’accordo. Dal primo momento in cui si incontrarono cominciarono a litigare e a farsi dispetti. “Innanzi tutto questa è la mia stalla” diceva il bue, “e qui ci faccio stare solo chi voglio io”. “Innanzi tutto questa è la stalla del tuo padrone” ribatteva l’asinello, “e qui siamo stati regolarmente invitati”. Guarda che avrà invitato loro due” ribatteva indicando Giuseppe e Maria, “mica un pezzo d’asino come te!”. “Bada a come parli! Solo perché sei più grosso di me credi di potermi insultare e di farmi paura? Avanti, fatti sotto! “.“Ma non vedi che sono legato? Se non avessi questa corda ti avrei già infilzato come uno spiedino!” “Ah, ah, ah! Sei legato! Meno male che eri tu il padrone della stalla, non sei neanche libero di muovere una zampa”. “Perché non mi liberi tu? Così ti farò vedere chi comanda”. Allora l’asino, con i suoi grossi denti rosicchiò in poco tempo la fune che teneva legato il bue. “Ecco fatto e adesso … ehi, ma cosa ti prende?”. L’asinello rimase senza parole: il bue, invece di colpirlo , piangeva. “Scusami amico” disse tra i singhiozzi ”erano anni che non piangevo così, come un vitello. Vedi, da quando sono nato, mi hanno sempre legato a una corda, mi hanno fatto tirare carri, carretti ed aratri così, non appena hai reciso quella corda, mi sono sentito improvvisamente libero e felice. Te ne sarò per sempre riconoscente …”L’asinello rimase un po’ interdetto:” Qua la zampa amico!” disse infine “ e visto che adesso siamo amici che ne dici di andare a cercare un po’ di fieno fresco? Qualcosa mi dice che da qui a poco questa capanna si riempirà di gente e di animali, meglio andare a fare un po’ di scorta per gli ospiti … ”Da allora i due divennero inseparabili, ognuno aveva imparato qualcosa da quell’incontro: il bue non fece più il prepotente con quelli più deboli di lui e l’asino imparò che una grande amicizia può nascere anche dai litigi.

QUARTA  SETTIMANA DI AVVENTO: IL PASTORELLO PASTICCIONE

Poco lontano dalla grotta c’erano dei pastori che passavano il loro tempo a pascolare le pecore, a mungerle e a preparare i formaggi. Tra di loro c’era anche un ragazzino, Amos, che era molto desideroso di imparare il mestiere ma era smemorato e combinava sempre un sacco di guai. Quando i pastori più grandi gli chiedevano di aiutarli a fare qualcosa poi si mettevano le mani nei capelli dalla disperazione. Una volta gli avevano detto di controllare il latte che bolliva sul fuoco ma lui si era dimenticato e aveva fatto bruciare tutto: latte, cucchiaio e pentolone. Era uscito un fumo così denso che le pecore erano diventate nere. Un’altra volta gli avevano detto di tosarle, ma lui non era tanto capace e le aveva tosate a metà, cosicché sembravano dei barboncini. Una sera, poi, quando gli avevano chiesto di dar da bere agli animali, visto che aveva solo la luce di una candela, aveva rovesciato la giara del vino invece di quella dell’acqua e le pecore si erano ubriacate. Così non appena apparvero gli angeli ad annunciare la nascita di Gesù tutti i pastori prepararono chi il formaggio, chi il burro, chi della lana filata da portare al bambino. Amos andava dall’uno all’altro a chiedere di poter aiutare: “Anch’io voglio fare qualcosa, anch’io voglio portare un dono al bambino” ripeteva. “Niente affatto, Amos” gli rispondevano tutti “ non ti diamo più una goccia di latte, hai già combinato troppi guai”. “ No, questa volta starò attento, lo prometto” ma nessuno gli diede retta ed egli si avviò, triste, vergognoso e a mani vuote, a incontrare Gesù. Quando i pastori giunsero alla capanna, Maria andò loro incontro sorridendo: quanti doni le avevano portato! Allora,  per riceverli si girò verso Amos, l’unico a mani vuote e gli diede in braccio il piccolo Gesù da tenere. E il pastorello pasticcione fu il più felice di tutti.

QUINTA SETTIMANA D’AVVENTO: GIUSEPPE, MARIA E IL BAMBINO

Quando anche i pastori se ne furono andati e il canto degli angeli lentamente svanì nella notte, Giuseppe e Maria rimasero soli davanti alla mangiatoia dove il Bambino dormiva. La capanna, che quando erano arrivati era vuota e triste, adesso era piena dei doni dei pastori. C’erano matasse di lana colorata, secchi di latte tiepido, pane appena sfornato, miele e formaggi, fiori di campo e frutta. Accanto alla mangiatoia di Gesù dormiva l’agnellino più piccolo di tutto il gregge, anche lui nato da poche ore. Maria e Giuseppe contemplarono in silenzio il loro bambino circondato da tutti quei doni; loro non avevano bisogno di molte parole per capirsi. A volte, tra le persone che venivano a salutarli c’erano anche dei poveri che arrivavano con piccoli doni tra le mani. I due sposi, ogni volta,  avevano qualcosa da regalare loro e più facevano doni più ne ricevevano e tutte le persone andavano via contente. Ma il vero dono era la gioia portata dal piccolo Gesù. Adesso che era notte fonda e tutto taceva, dormivano le cime dei monti e le stelle sopra le colline. Dormivano gli uccelli nei loro nidi e gli agnellini accanto alle madri; dormivano anche Giuseppe e Maria su un pagliericcio di fieno accanto alla mangiatoia dove c’era il Bambino. Dall’alto delle nubi Dio Padre vedeva tutto questo e sorrideva in silenzio. Avrebbe potuto far nascere Gesù in un palazzo d’oro, in una culla con coperte di seta e stoffe preziose, vegliato da balie e servitori. Suo figlio dormiva invece in una culla improvvisata, su del fieno pulito, vicino a un bue e a un asinello che lo riscaldano con il loro fiato. Ma in quella capanna c’era più luce che in mille palazzi d’oro, e c’era una gioia che nessun tesoro potrà mai comprare. Il Bambino Gesù nel sonno sbadigliava e stringeva i pugnetti e i suoi sogni salivano verso il cielo come piccole nuvole. Sognava prati verdi e bambini che giocavano in un mondo che viveva in pace. Sognava mani che si stringevano in segno di perdono, sognava tante persone felici di vivere e colombe che volavano nell’ azzurro. Dio, dall’alto, raccoglie una per una queste nuvolette e poi, con un soffio, le fa trasformare in pioggia, in neve, in vento. Nella notte di Natale fate attenzione se nevica, piove o tira vento…sono i sogni di Gesù che scendono di nuovo sulla terra, è Lui che chiede a ogni uomo di aiutarlo a realizzarli.

QUESTO MESE FESTEGGIAMO LA TIGROTTA VIOLA LUDOVICA

Novembre 2020

Questo mese abbiamo iniziato con una festa speciale.. le nostre maestre hanno voluto festeggiare i piccoli tigrotti con una bellissima festa … LA FESTA DEL SORRISO dedicata a tutti i bimbi che sono felici di andare all’asilo. È stato proprio bello venire all’asilo vestiti eleganti, ballare e divertirsi con i nostri amici…

 Questo mese abbiamo anche conosciuto l’esploratore Amerigo che, insieme a un piccolo regalo per noi, ci ha promesso di mandarci altre lettere e insegnarci come diventare dei piccoli esploratori.

Le nostre maestre insieme al dottor Discovery ci hanno spiegato che è iniziato un periodo molto importante; L’AVVENTO, che è il periodo prima della nascita di Gesù. Ogni settimana conosciamo nuovi personaggi che ci porteranno a scoprire la magia del Natale..

                              Ora come sempre vi lasciamo un po’ di foto..

continuiamo a scoprire l’autunno manipolando e giocando con i diversi materiali che questa stagione ci offre

11 Novembre: San Martino. Le nostre maestre ci raccontano la sua storia in un modo un po’ speciale

C’era una volta un soldato, che cavalcava nella notte gelida di fine autunno. Il suo nome era Martino ed era un cavaliere della guardia imperiale, i soldati più nobili e coraggiosi dell’esercito romano. Martino aveva il compito di sorvegliare l’accampamento di notte e di evitare che qualche nemico potesse sorprendere i soldati.


Durante la ronda, però, Martino si accorse che poco lontano dall’accampamento romano c’era un mendicante che tremava per il freddo: era vestito di pochi stracci e il freddo di quella notte lo avrebbe ucciso. Il soldato decise di aiutare quel pover’uomo: sfoderò la spada e tagliò in due il suo mantello. Poi, donò metà del suo mantello al mendicante, perché potesse coprirsi e riscaldarsi. Martino proseguì la ronda vestito a metà, infreddolito ma felice di aver aiutato chi aveva bisogno.

Secondo la leggenda, dopo che Martino ebbe donato metà del suo mantello al mendicante, il cielo si schiarì e il freddo cessò: nacque così l’estate di San Martino, ovvero quel periodo di novembre in cui, dopo i primi freddi autunnali, il Sole torna a riscaldare l’aria per qualche giorno.

Questo mese abbiamo anche festeggiato la festa del sorriso, ci siamo divertiti un sacco a ballare, giocare e scoprire le sorprese che ci hanno preparato.

ci è arrivata una lettera da un esploratore che ci vuole insegnare tutti i segreti del suo mestiere perchè ha scoperto che quest’anno abbiamo tantissimo cose da scoprire.

insieme alla lettera ci ha anche organizzato una “caccia al tigrotto”

novembre mese di nuove conoscenze..

abbiamo conosciuto il professor Discovery che ci accompagnerà alla scoperta dei personaggi dell’Avvento. Attraverso alcune storie di settimana in settimana ci porterà alla scoperta della Nascita di Gesù

Prima settimana di Avvento: Maria e l’angelo Gabriele

Quando l’angelo Gabriele fu davanti all’Altissimo si inginocchiò davanti a Lui.

«Gabriele adesso ti toccherà una missione difficile» gli disse Dio «devi parlare con Maria»

L’angelo divenne serio. «So che è un compito delicatissimo, lei è una fanciulla giovanissima, senza volerlo potrei spaventarla…»

«Non preoccuparti» sorrise Dio, «Io le darò forza e fiducia: non si spaventerà nell’incontrarti e un giorno sarà la Regina degli angeli».

Gabriele si inginocchiò ancora una volta per salutare l?altissimo, poi spiegò le sue bianche ali e volò di nuovo sulla terra.

Anche le case di Nazareth erano tutte bianche: Maria abitava con sua madre Anna e con suo padre Gioacchino in una piccola casa non lontano dal centro del villaggio. L’Angelo, mentre ancora era in volo, vide una fanciulla che portava in braccio un agnellino: era molto graziosa, aveva un volto bellissimo e camminando cantava. A chiunque la incontrasse trasmetteva un senso di gioia e di pace.

Non appena la vide l’angelo Gabriele diventò invisibile come l’aria ed aspettò il momento per poterle parlare.

Quando quel mattino Maria si svegliò, il sole non era ancora sorto, ma il cielo era già chiaro. La casa era avvolta nel silenzio e si sentiva solo, in lontananza, il cinguettio di un’allodola. La fanciulla alzò gli occhi verso l’orizzonte e vide sorgere all’improvviso un sole rosso e palpitante come il fuoco; esso si avvicinò sempre di più finché divenne una figura bianca e abbagliante dalle lunghe ali.

«Un angelo!» pensò Maria, stupita e spaventata «proprio qui, davanti a me…»

«Ti saluto fanciulla piena di grazia. Non avere paura. Il Signore ti ha scelta, se tu vorrai, per essere la madre di Gesù, il Salvatore».

Maria, sempre più meravigliata, guardò l’angelo con i suoi occhi limpidi: «Ma come è possibile? Io non sono neanche sposata».

«Nulla è impossibile a Dio» rispose Gabriele, «Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo. Il tuo bambino sarà Santo e chiamato Figlio di Dio. Tu non lo sai, ma anche Elisabetta, tua cugina, avrà presto un figlio, nonostante sia ormai anziana e tutti pensino che non possa avere figli. Nulla è impossibile a Dio».

Allora Maria disse: «Eccomi, sono la serva del Signore, va bene quello che Lui vuole, accetto la sua volontà…»

In quel momento sorse l’aurora e inondò il cielo di una festa di luce e nell’anima trasparente di Maria nacque improvvisamente una grande gioia. Ebbe l’impressione che nel suo cuore ci fossero tutti gli arcobaleni del mondo.

Seconda settimana di avvento: l’angelo Agostino

L’angelo Agostino era il più paffuto di tutti gli angioletti del Paradiso: gli piaceva dormire sulle nuvole, era allegro e spensierato, ma spesso il suo arcangelo capo lo sgridava perché era lento, un po’ pigro e si dimenticava sempre di lucidare la sua aureola. Anche quella volta lo svegliò di soprassalto, suonandogli la tromba nelle orecchie: «Pereepèè!! Sveglia».

«Cosa c’è?» sbadigliò Agostino.

«Ti sembra questa l’ora di dormire?»gridò l’arcangelo capo «Tutto il Paradiso è sottosopra perché sta per nascere Gesù Bambino e tu dormi!».

Agostino allora stirò le alucce, si stropicciò gli occhi e si guardò intorno.

 Era vero! Nel Paradiso regnava una grande agitazione: gli angeli musicisti volavano di qua e di là accordando i loro strumenti e facendo le ultime prove dei canti. D’un tratto si sentì un suono d’arpa e una voce che diceva: «Attenzione, ultima chiamata per il volo Bethlem A.D.000; gli orchestrali sono pregati di sedersi ai propri posti e allacciare le cinture…»

In un battibaleno gli altri angioletti si sedettero ai loro posti sulla nube da viaggio e l’angelo autista mise in moto: «Ehi, aspettatemi!» gridò Agostino correndo a perdifiato, ma, un po’ per la fretta, un po’ per la confusione, un po’ perché l’angelo guidatore sognava di fare il pilota di Formula 1, la nube partì senza di lui.

Allora si mise a volare così, come poteva, ma lui era troppo ciccio, il suo violoncello troppo pesante e la terra troppo lontana. Così si sedette avvilito su una piccola stella. «Se solo fossi stato un po’ più veloce e un po’ meno pigro» pensava. «Come farò adesso a raggiungere Betlemme e a unirmi al coro degli altri angeli? E pensare che avevo provato e riprovato tante volte la musica che avrebbe rallegrato la nascita del Santo Bambino!»

Allora, mentre una lacrima gli scendeva sulle guance, prese tristemente il suo violoncello e decise di suonare un’ultima volta per il piccolo Gesù che stava per nascere laggiù sulla terra. Ma non appena le prime note di quella melodia risuonarono nel cielo, la stellina su cui era seduto d’improvviso volò via leggera leggera e, con sua grande gioia, in men che non si dica si trovò proprio sopra la capanna, nell’immensa moltitudine dei cori celesti che cantava Osanna al Re dei Re. Agostino guardò il piccolo Gesù tra le braccia di Maria e si sentì felice: sembrava che quella musica gli piacesse, perché nel sonno ogni tanto sorrideva.

QUESTO MESE FESTEGGIAMO LA TIGROTTA VIOLA ERIKA

Ottobre 2020

 Questo mese abbiamo scoperto un sacco di cose nuove, abbiamo imparato che all’asilo si possono fare tante attività divertenti. Ora che abbiamo capito che mamma e papà tornano sempre a prenderci, ci sentiamo più tranquilli e possiamo dedicarci sempre di più a conoscere i nostri amici e le nostre maestre…

Ci siamo divertiti a scoprire chi era San Francesco e abbiamo giocato a raccontare la sua storia e quella del lupo. Abbiamo imparato che ci sono modi diversi di colorare e scoperto uno spazio nuovo della nostra scuola: quello dove fare motoria.. ci piace molto questo spazio! E infine ci siamo divertiti a osservare i cambiamenti del nostro giardino ora che è iniziato l’autunno, e abbiamo conosciuto la fogliolina Camilla.

Ora vi mostriamo alcune foto di quello che abbiamo fatto questo mese con le nostre maestre e i nostri compagni.

SAN FRANCESCO E IL LUPO

Un giorno Francesco si recò in vista nella città di Gubbio. Ma come entrò nella città vide che non c’era nessuno ne animali ne persone. Tutti i cittadini di Gubbio erano chiusi nelle loro case per paura di un Lupo veramente  pericoloso e grande .Tutti  conoscevano Francesco e chiesero a lui se poteva aiutarli. Francesco accettò e andò a parlare con il Lupo.
Si reco alla foresta, e vide arrivare da lui lentamente questo grosso cane.
Francesco lo chiamò: ”Fratello Lupo , in nome di Dio ti ordino di non farmi male a me e a tutti gl’uomini”. Quando furono vicini Francesco fece il segno della Croce in bocca al Lupo.
Poi Francesco gli disse: “Fratello Lupo perché hai fatto del male ai  tuoi fratelli uomini? Tutti ti odiano Fratello Lupo, hanno paura tutti di te, devi smetterla. Ma io sono tuo fratello e voglio che ci sia pace fra te e gli uomini, cosi sarete tutti tranquilli in questa città”. Quando il Lupo capì il suo errore scrollò la testa, fu allora che Francesco disse agli abitanti di Gubbio: “Il Lupo vuole vivere in pace con voi, lo desidera veramente .L’importante che mi promettete che  voi gli darete  da mangiare, al vostro nuovo Fratello”. Da quel giorno grazie a Francesco e alla buona volontà sia del Lupo che dai cittadini di Gubbio, era tornata la pace e il Lupo passava a trovare gli abitanti ,che gli davano da mangiare , come promesso. Il Lupo era diventato il cane di tutti , era diventato  anche  l’amico di tutti bambini.

dopo aver ascoltato il racconto di san Francesco e il lupo abbiamo giocato a diventare i personaggi della storia, abbiamo giocato e manipolato la terra e l’abbiamo usata per colorare.

un po’ di motoria

giochiamo con i nostri compagni

dopo aver ascoltato la canzone “wisky il ragnetto” costruiamo una ragnatela con i nostri nomi.

e ora scopriamo l’autunno…

usciamo nel nostro giardino, osserviamo, assaggiamo l’uva e raccogliamo le foglie cadute

dopo aver osservato alcune caratteristiche della nuova stagione ascoltiamo la storia della foglia Camilla.

LA FOGLIA CAMILLA

l vento del nord, freddo e sibilante, si sveglia dal suo lungo sonno. I! vecchio pioppo lo avverte subito e si affanna ad avvisare tutte le foglioline di tenersi ben strette al ramo per non cadere. Ma (la foglia) Camilla si lascia andare e viene portata via dal vento.
In cielo, sospinta dal forte vento del nord, corre, vola, danza in ampi giri, incontra anche un corvo chiacchierone con cui fa amicizia, vede dall’alto la città piena di luci, ma già comincia ad ingiallire.
Il vento stanco si ritira e Camilla, scendendo piano piano, va a cadere su un paracarro lungo la strada provinciale. Vede camioncini e macchine coi fanali accesi passare avanti e indietro, lei ride e si diverte, ma ad un tratto l’aria sollevata da un grosso camion la ributta via nel prato, poco lontano dal vecchio pioppo.
Camilla è stanca, incomincia anche a diventare un po’ secca.
Si sente improvvisamente triste e sola:
Sorelle foglioline, come vorrei tornare a scherzare con voi.
Non ti preoccupare,. bambina mia, e non essere triste e sola! – la consola una voce dolce e sicura.
E Camilla riconosce con gioia la voce di mamma pianta: – Le tue sorelle sono tutte lì, intorno a te.
Camilla apre gli occhi e scopre che il grande prato su cui è finita, ormai di un verde più spento, è tutto punteggiato di macchie brune gialle e rosse delle sue sorelle.

coloriamo con i colori dell’autunno.. è proprio divertente!

e ora un pò di festa… con giochi a tema autunno, balli, e una buonissima castagna fatta di pane e nutella!

QUESTO MESE FESTEGGIAMO LA TIGROTTA AZZURRA NINA

QUESTO MESE FESTEGGIAMO LA TIGROTTA VIOLA VIRGINIA

settembre 2020

in questi primi giorni all’asilo noi piccoli tigrotti viola e azzurri stiamo imparando a salutare la mamma e il papà. Stiamo scoprendo che anche se a volte ci mancano i nostri genitori, se ci divertiamo e facciamo tante attività e giochi insieme ai nostri nuovi amici e alle nostre maestre i nostri pianti piano piano si trasformano in sorrisi.

abbiamo scoperto ambienti nuovi dove fare tante cose, giocare, divertirsi, fare la nanna…

ora vi facciamo vedere alcune esperienze che abbiamo vissuto in questo periodo.

giochiamo insieme divertendoci

giochiamo con la pasta di sale del colore della nostra sezione

coloriamo insieme

IL MIO PALLONCINO

Cappuccetto Rosso è molto fiera del suo palloncino rosso.

“Perché non vai a mostrarlo alla nonna?” le dice la mamma.

“ Sarà contenta di vederti, e salutala da parte mia”.

La bambina si addentra nel bosco e comincia a canticchiare allegramente:

“Passeggio nel bosco…

Ehi!

Chi sta arrivando di corsa? Una volpe? Un autobus? Una locomotiva?”

“Un,due, un, due, un, due…

Attenta ragazzina, lascia passare il campione”

Dice il leone.

“D’accordo, allora io continuo…

Passeggio nel bosco mentre il lupo non c’è…

Oh! Chi va là? Un cinghiale? Un armadio? Un triceratopo?”

“Buongiorno signorina.

Non calpestare i fiori , per favore.

Sto raccogliendo un mazzolino per la mia topolina”.

dice l’elefante.

“D’accordo, allora io continuo…

Passeggio nel bosco mentre il lupo non c’è

perché io lo conosco…

Ma…? E quella cos’è? Una farfalla? Una cattedrale? La torre Eiffel?

“No, no, per favore, nessuna fotografia!” dice la giraffa.

“Sono in incognito, vado via.”

“D’accordo, allora io continuo…

Passeggio nel bosco mentre il lupo non c’è

perché io lo conosco

e mi mangerebbe senza un perché…

Ancora? Che cosa c’è qui? Un cavallo? Un pianoforte a coda? Un’astronave?”

“Sssshhh! Non fare rumore! Sono nascosto qui nei dintorni da tre notti e tre giorni…”

sussurra il rinoceronte.

“D’accordo, allora io continuo…

Passeggio nel bosco mentre il lupo non c’è

perché io lo conosco

e mi mangerebbe senza un perché.

Dalla nonna devo andare…

Ah! E questo che cos’è? Un pettirosso? Un innaffiatoio? Un camion dei pompieri?”

“Ehi tu, ragazzina rumorosa! Circolare! Su, su!

Fai scappare i gamberetti” schiamazzano i fenicotteri rosa.

“D’accordo, allora io continuo…

Passeggio nel bosco mentre il lupo non c’è

perché io lo conosco

e mi mangerebbe senza un perché.

Dalla nonna devo andare

e non voglio farmi mangiare!

Aiuto! Una boccaccia piena di denti!

È lui!   È il luuuu…   È il fuuuup…

Accidenti…  È il blande pupo gattivo, il grande rupo caffivo!

AAAHHH!”

(PAGINA SENZA PAROLE)

Ciao piccolina! Non ti volevo spaventare, mi devi scusare, sto solo andando al mare”

dice il coccodrillo alla bambina, porgendole il palloncino.

“D’accordo, allora io continuo…

Passeggio nel bosco mentre il lupo non c’è

perché io lo conosco

e mi mangerebbe senza un perché.

Dalla nonna devo andare

e non voglio farmi mangiare!

Lupo, lupo dove sei?

“Eccomi, sono qui!” dice il lupo, guardandola a distanza.

“Nessun cacciatore in lontananza! Solo io e te…finalmente ti mangerò bella bambina”

aggiunge il lupo già con l’acquolina in bocca.

E con queste parole il lupo si getta su Cappuccetto Rosso

PAAAAM!!

“Il mio palloncino…

RIVOGLIO IL MIO PALLONCINOOOOOO

dopo aver raccontato la storia del palloncino ci divertiamo a fare anche noi un palloncino per abbellire la nostra classe

LA STORIA DELL’ANGELO CUSTODE

Oggi il cielo è uggioso, coperto da grossi nuvoloni scuri. La pioggia viene giù a catenelle e si avverte un freddo pungente. Nonna Matilde non sa più come intrattenere i suoi cinque nipotini fino all’arrivo dei genitori. Di solito, quando il tempo è bello, li porta ai giardinetti vicini alla sua abitazione o li fa giocare nel cortile della sua casa, tenendoli sempre d’occhio. I bambini, si sa, non si possono lasciare incustoditi perché possono combinare guai. Oggi i nipotini sono insofferenti e molto nervosi perché costretti a stare chiusi in casa.

– Bisogna assolutamente inventarsi qualcosa prima che diventino ingestibili. Pensa la vecchietta. Forse una storia o una bella fiaba potrebbe essere una soluzione, ma il suo repertorio è ormai esaurito. I piccoli vogliono ascoltare storie sempre inedite, altrimenti protestano. All’improvviso le viene in mente una storia che le raccontava sua nonna accanto al fuoco quando lei era piccina. I suoi occhi a quel ricordo si illuminano. Ella chiama a raccolta i nipotini e con voce misteriosa dice loro di sedersi tutti intorno a lei perché oggi ha in serbo una meravigliosa storia sugli Angeli Custodi.

I bambini, una volta seduti, la sollecitano a raccontare e ascoltano le parole della nonna in un religioso silenzio.

 Nonna Matilde inizia la storia dicendo che Dio, il Re dell’Universo, prima di creare il cielo, il sole, la luna, le stelle, la terra, le piante, gli animali e l’uomo viveva tutto solo nel suo Regno meraviglioso dove c’erano giardini incantati pieni di fiori e di profumi. Ogni giorno che passava, però, la solitudine gli pesava sempre di più.

 Allora Dio decise di dare vita a delle creature della sua stessa natura per avere compagnia e sostegno.

Prese raggi di luce e li impastò con la sua saliva. Ottenne così una pasta luminosa, che divise in tantissimi pezzetti.  Con alcuni di essi modellò una testa rotonda su cui pose dei riccioli d’oro, due braccia e due mani ed infine due gambe e due piedini che attaccò ad un busto. Il Signore in principio fu soddisfatto della sua opera, ma guardandola con più attenzione gli sembrò incompleta.    

  • Manca qualcosa perché la mia creatura sia perfetta, una autentica creatura celeste! Pensò il Signore.

All’improvviso gli venne un’idea: – Ma sì, perché no?

Egli subito costruì due ali bianche e le attaccò dietro le spalle della sua creatura che chiamò Angelo. Soffiò poi su di essa ed ella diventò viva e palpitante. Si muoveva con grazia e volava con leggerezza come una delle piume delle sue ali. Ella, con voce soave, ringraziò Iddio per averla creata.

Dio decise allora di costituire una sua “corte celeste” creando tante altre creature simili alla prima. Ora Egli non era più solo, ma aveva quegli esseri celestiali che gli facevano compagnia, l’amavano, l’adoravano, lo servivano, l’ubbidivano e lo consigliavano perché, ebbene sì, essi avevano anche un cuore ed una intelligenza.

Successivamente, Dio creò il mondo, gli esseri umani, il mondo vegetale e quello animale. La terra si popolò. Un giorno giunse a Dio una preghiera accorata di un piccino, di nome Davide che gli chiedeva un amico con cui giocare. Era un bambino malaticcio e gracile che trascorreva le sue giornate a letto ed in piena solitudine. I genitori non lo facevano mai uscire di casa perché bastava un soffio di vento perché questi si beccasse un malanno. Il Signore dell’Universo decise di ascoltare la sua preghiera ed inviò sulla terra un Angelo per fargli compagnia, per custodirlo e proteggerlo dai pericoli. L’Angelo, arrivato sulla terra, cercò e trovò la casetta del bimbo. Vide attraverso una finestra il piccino che stava tutto triste nel suo lettino con gli occhi chiusi. Egli era così emaciato e pallido da fare compassione. La creatura celeste entrò nella stanza dove stava il piccino illuminandola con il suo splendore. Il bambino aprì gli occhi e vide quella luce abbagliante ed in essa un essere bellissimo che gli sorrideva. Egli aveva un viso delicato e dolcissimo e degli occhi azzurri come il cielo. Davide in un primo momento ebbe paura, ma, quando l’Angelo lo rassicurò dicendogli che era stato mandato da Dio per fargli compagnia e proteggerlo da tutti i pericoli, si rasserenò. Da quel giorno il bambino non fu più triste, ma la gioia e l’allegria entrarono a far parte della sua vita. I genitori non capivano a cosa fosse dovuto quel cambiamento del figlio ed erano molto preoccupati. Una sera sentirono il loro bimbo che chiacchierava e rideva. Essi si affacciarono nella sua stanza, ma non videro nessuno all’infuori di lui.

 I genitori pensarono che il loro bambino delirasse. Ad un tratto, però, videro materializzarsi nella stanza una creatura bellissima che aveva due ali dietro le spalle. Capirono subito che quella era un Angelo.  

Il bambino, vedendo lo stupore dipinto sui volti dei genitori, disse loro che era felicissimo, come non mai, perché il Signore del Cielo gli aveva inviato un dono stupendo: un Angelo Custode.

Egli finalmente aveva, come tutti, un amico sincero, vero e affettuoso che gli voleva un mondo di bene. Grazie a questo amico si sentiva più forte nel corpo e sereno nello spirito.

Iddio, visto l’effetto benefico che il suo dono aveva avuto sul piccolo Davide, decise di offrire, alla nascita, lo stesso dono a tutti i bambini del mondo.

I nipotini, finita la storia, applaudono a nonna Matilde.

Essi sono entusiasti perché tramite questo bellissimo racconto hanno scoperto di avere anche loro, come tutti, un dono celeste. Un Angelo che starà sempre al loro fianco e li accompagnerà per le vie del mondo nell’arco di tutta la loro vita.

dopo aver letto la storia sugli angeli custodi ci trasformiamo in angeli e giochiamo tra le nuvole

QUESTO MESE FESTEGGIAMO I TIGROTTI AZZURRI ELENA, ALIDA E MANUEL

QUESTO MESE FESTEGGIAMO I TIGROTTI VIOLA ANNA E REBECCA